Attenzione ai Green Pass falsi

Noi siamo apertamente contro il Green Pass. L’idea stessa di un pass che certifichi lo stato di libertà ci fa rabbrividire e tornare a tempi bui. C’è addirittura chi avanza proposte di vagoni del treno separati per chi non ce l’ha e non possiamo che restare esterrefatti. Ci auguriamo che tutto questo venga istantaneamente bollato come anticostituzionale e non ricevibile, inoltre pretendiamo le scuse di chi con tanta veemenza e con così poco scrupolo sta conducendo campagne a favore.

Fatta questa premessa, vogliamo però consigliare a tutti di non farsi venire in mente idee folli come quella di procurarsi un Green Pass in maniera alternativa. Innanzitutto perché così facendo state legittimando il Green Pass che invece va combattuto come idea alla base. E poi perché vi state prendendo diversi rischi tra cui quello di commettere un reato e quello di perdere inutilmente dei soldi.

Il Green Pass è un codice QR come quelli che abbiamo da anni imparato ad utilizzare per i più diversi scopi. Nel codice c’è scritto un testo leggibile da una fotocamera di smartphone o da lettori di codici a barre. Non conosciamo i dettagli del formato che i tecnici dell’Unione Europea hanno scelto, ma molto probabilmente nel QR Code del Green Pass c’è scritto un indirizzo web che porta a un sito Internet governativo dove viene riscontrata la validità del codice. Questo riscontro avviene con un matching diretto tra ciò che è stato scansionato e un database centrale aggiornato in tempo reale.

Un tampone negativo valido per qualche giorno viene registrato nel database centrale e invalidato allo scadere delle ore previste, e lo stesso avviene con la registrazione del vaccino effettuato con tutti i dettagli (marca, data, quante dosi, luogo di esecuzione, ecc.).

La scienza informatica ci dice che esistono molti modi di produrre un sistema così fatto. Un modo potrebbe essere quello di pre-generare milioni di codici e associarli al cittadino o, per privacy, al suo tampone/vaccino non appena questo viene eseguito. In questo modo esistono moltissimi codici al momento inutilizzati ma che possono risultare validi in fase di scansione. Magari incompleti, ma validi, e questo potrebbe essere sufficiente a scavalcare il controllo da parte delle forze dell’ordine. Un venditore di Green Pass senza scrupoli potrebbe anche scegliere di non generare dei codici basandosi sull’algoritmo che avrà scovato (non è niente di estremamente complicato) ma limitarsi a clonare dei QR Code esistenti e appartenenti ad altre persone. Se la privacy è tutelata e il codice non è associato all’individuo, questa strategia potrebbe funzionare rendendo di fatto dotati di Green Pass decine di individui con lo stesso identico codice. Quindi in linea di principio, è possibile acquistare un Green Pass magari dal Deep Web.

Tuttavia, e questo è il punto fondamentale, una indagine neanche troppo approfondita porterà facilmente all’individuazione delle persone che hanno dichiarato il falso esibendo un Green Pass falso o che non ha ottenuto col metodo previsto dalla legge. Non sarà difficile dimostrare che Mario Rossi non poteva trovarsi al Centro Vaccinale di Canicattì il giorno X alle ore Y e questo risulterà in un chiaro reato condannabile anche severamente.

Quindi vogliamo dirlo molto chiaramente: non cercate di procurarvi un Green Pass in modo illecito. Eviterete di alimentare illegalità, di arricchire qualche malfattore e di legittimare un provvedimento che reputiamo scellerato.

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